22 DICEMBRE: I SENSI DELLA SCRITTURA NEI VANGELI DOMENICALI

padre-fiorenzo

 

22 DICEMBRE: IV Domenica di Avvento, anno A
I SENSI DELLA SCRITTURA NEI VANGELI DOMENICALI
Littera gesta docet: la lettera insegna i fatti.
Quid credas allegoria: l’allegoria cosa credere.
Moralis quid agas: la morale cosa fare.
Quo tendas anagogia: l’anagogia indica la meta

LETTERA (Mt 1,18-24): Giuseppe pensa di lasciare (apo-lùsai) la sua promessa sposa Maria, vedendo in lei i segni della maternità, di cui non sa l’origine. Ma un angelo gli appare in sogno e lo invita a non temere di prendere Maria come sua sposa, poiché ciò che è germogliato in lei è opera dello Spirito Santo; essa genererà un figlio, a cui egli stesso dovrà dare il nome di Gesù, che vuol dire Dio-salvatore, poiché Egli salverà il popolo dai peccati. Ciò avvenne, scrive Matteo, perché si adempisse la profezia di Isaia: “Ecco , la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi”. Svegliatosi dal sonno, Giuseppe fece ciò che gli ordinò (prosètaksen) l’angelo e prese Maria con sé.
ALLEGORIA: il brano evangelico non contiene alcuna allegoria, se non il richiamo al sogno dell’omonimo figlio di Giacobbe che, attraverso i suoi sogni – in Egitto – salvò se stesso e i suoi parenti dalla carestia e dalla morte.
MORALE: i farisei credevano di essere giusti perché osservavano la legge anche a costo di uccidere gli altri. Apparentemente anche Giuseppe – che l’evangelista definisce uomo giusto (dìkaios) – vuole osservare la legge ebraica a danno di una ragazza innocente. Di fronte alla sua decisione di licenziarla in segreto possiamo farci tre domande: a) se ritiene Maria colpevole, perché non la ripudia apertamente per farla lapidare? b) se la ritiene innocente, perché vuole lasciarla? Solo sposandola l’avrebbe liberata da ogni fastidio, come di fatto avvenne. c) perché allora ritenne “giusto” licenziarla in segreto?
Rispondere che dìkaios, cioè giusto, era colui che era sottomesso alla volontà di Dio – e tale fu Giuseppe che rimise nelle mani di Dio la decisione di prendere Maria – sarebbe sufficiente se Giuseppe non avesse già deciso o comunque pensato (eboulèthe) di mandar via Maria. L’unica risposta soddisfacente è forse la seguente: Giuseppe intuì il mistero di Dio in Maria, e non se ne sentì degno, proprio perché è giusto, cioè santo. E proprio per questo l’angelo gli impose (prosètaksen) di prendere Maria senza più temere (mè fobetès) “il fatto che” tutto era opera di Dio, dello Spirito Santo. Un vero santo, infatti, si sente ìmpari di fronte ai piani di Dio, e però è disposto ad accettarne la volontà. Non tutte le opere di Dio sono uguali, e non tutto ciò che ci comanda Dio è ugualmente facile o difficile. Custodire la Madre di Dio e il Figlio dell’Altissimo umanato era come prendere il posto del Padre celeste e assumersi il compito di comandare a Colui che si fece obbediente fino alla morte ma che restava il Figlio di Dio in terra. Giuseppe era “giusto”, Maria era l’Immacolata, Gesù era “il santo di Dio”. Dall’obbedienza del Verbo venuto a fare la volontà del Padre, dal sì di Maria, dall’accettazione di Giuseppe nacque una “Trinità” in terra simile a quella del cielo, resa “Una” dalla santità e dall’amore reciproco. Il Verbo divenne l’Emmanuele, cioè il Dio con noi, a cominciare dalla casa di Nazaret, dove restò 30 anni per dar forma alla prima cellula della società cristiana, costituita da tutte le famiglie in cui Dio è in mezzo. Non c’è famiglia cristiana senza lo spirito di obbedienza, la santità, il rispetto reciproco che ebbero i capostipiti nella famiglia di Nazaret
ANAGOGIA: anagogia è tendenza verso l’ideale stabilito da Dio. L’ideale più grande è quello ricevuto da Giuseppe, ma che si estende a ciascuno di noi: custodire in noi Gesù, Figlio di Dio. Egli pone in ogni battezzato la sua “stabile dimora” come a Nazaret, a condizione che l’anima sia santificata dall’obbedienza al Padre celeste, come fecero Lui, Maria e Giuseppe.
P. Fiorenzo Mastroianni, OFMCappuccino
Puoi vedere il programma “LA CIVILTA’ DELL’AMORE”
condotto da P. Fiorenzo Mastroianni:
-Ogni domenica, ore 9,30 su Canale 21
-Ogni domenica, ore 12,15, ore 15, ore 23,50 su Tele Padre Pio
-Ogni lunedì, ore 16 su TeleRadio San Pietro
-Ogni giovedì, ore 16,30 e 20,30 su TeleRadio Buon Consiglio (TRBC)
-Ogni venerdì, ore 16,30 su Tele 7 (Benevento)

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