I SENSI DELLA SCRITTURA

 

 

 

Littera gesta docet: la lettera insegna i fatti.

Quid credas allegoria: l’allegoria insegna cosa cre- dere.

Moralis quid  agas: la  morale  insegna  cosa  fare.

Quo tendas anagogia:  l’anagogia  indica  la  meta.            (Agostino di Dacia, OP, +1282)

 

 

23 LUGLIO – XVI  DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

 

LETTERA (Matteo 13, 24-30): “Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero:” Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania? Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio”.

ALLEGORIA: su richiesta dei discepoli, Gesù stesso spiega le allegorie della parabola: il seminatore è Lui stesso, il campo è il mondo, il seme buono sono i figli del Regno, la zizzania sono i figli del maligno che è anche il seminatore di zizzania nel mondo; la mietitura è la fine del mondo, i mietitori sono gli angeli, che getteranno la zizzania nel fuoco eterno e porranno il grano nei granai del cielo. Gesù insegna che il grano e la zizzania, i buoni e i cattivi, devono crescere insieme fino alla fine del mondo e del giudizio universale, quando i buoni “splenderanno come il sole nel regno del Padre loro”,  e i cattivi saranno gettati nella “fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti”.

MORALE: questa parabola della zizzania sembra continuare quella del seminatore, proposta dalla liturgia domenica scorsa, dove apparentemente il grano seminato nel terreno buono crescesse senza difficoltà, mentre invece cresce affiancato dalla zizzania. Nella parabola del seminatore l’infecondità non dipende dal grano ma dal terreno; nella parabola odierna l’infecondità dipende dalla natura del materiale seminato, la zizzania. Ci sono dunque due seminatori: Dio e satana, e due specie di semi: la verità o il bene, la menzogna o il male. – Gesù conclude la sua spiegazione della parabola con la frase: “Chi ha orecchi, ascolti”. A che cosa si riferisce? A varie storture concettuali: 1) a chi incolpa Dio per il male che è nel mondo, Gesù addita il vero colpevole: satana; chi crede in un Dio operatore di mali, crede in un Dio che non esiste; il vero Dio è “l’unico” buono, come disse Gesù; 2) a chi pretende che Dio faccia giustizia subito, eliminando dal mondo i cattivi e satana, Gesù risponde che Dio ha pazienza e sapienza, attende che i peccatori si convertano, e non intende togliere quella libertà che è sempre un dono come dice sant’Agostino – anche quando è usata male; 3) a chi non vuol sentir parlare di inferno e di condanna eterna, Gesù ribadisce che c’è un premio sovrabbondante e un castigo inesorabile; 4) a chi rifiuta gli insegnamenti del vangelo in generale, Gesù raccomanda: “ascolti”. Ascoltare significa non pretendere di insegnare a Dio come deve comportarsi nei nostri riguardi.

ANAGOGIA: con queste parabole, Gesù ci invita a scegliere il bene e a evitare il male in vita, a guardare alla fine, cioè ai “novissimi”: morte, giudizio, inferno e paradiso, e ci raccomanda di ricordarci che lui è la Verità e il Sommo Bene:

 

P. Fiorenzo Mastroianni, OFM Cappuccino

About Author: Nietta

Le date dei pellegrinaggi

prenota il video

Modulo prenotazione

scarica il modulo di prenotazione

Web Cam Medjugorje TV

prenota il video

Archivio News

Regala Medjugorje con Cieli Nuovi
Cieli Nuovi