I SENSI DELLA SCRITTURA NEI VANGELI DOMENICALI

padre-fiorenzo

26 GIUGNO: Domenica XIII del Tempo ordinario.

Littera gesta docet: la lettera insegna i fatti.

Quid credas allegoria: l’allegoria cosa credere.

Moralis quid agas: la morale cosa fare.

Quo tendas anagogia: l’anagogia indica la meta.

 

LETTERA (Luca 9,51-62): il brano evangelico odierno è complesso. Contiene anzitutto il rimprovero di Gesù a due suoi discepoli: poiché sono scacciati da un villaggio, vorrebbero invocare il fuoco dal cielo sugli abitanti. Poi c’è la storia di tre soggetti implicati nel problema della “sequela” di Cristo: il primo vuole seguire Gesù “ovunque vada”, ma Gesù lo avverte: “le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”; il secondo, chiamato da Gesù a seguirlo, vorrebbe prima  seppellire suo padre, ma Gesù gli replica: “lascia che i morti seppelliscano i loro morti”; il terzo, come il secondo, prima di seguire Gesù vorrebbe congedarsi prima dai suoi familiari, ma Gesù lo avverte: “Nessuno, che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto al regno di Dio”.

ALLEGORIA: quante volte – soprattutto nel passato – la Chiesa si è comportata come i due discepoli vendicativi, e ha dato al fuoco gli eretici, le streghe, o più semplicemente ha scagliato scomuniche e condanne, dimenticando di essere stata voluta da Gesù per la salvezza e non per la condanna.

Quanto a coloro che, per propria scelta o per invito del Signore, decidono di seguire Gesù, devono sapere che devono rinunziare alla casa (primo giovane), al padre (secondo giovane), agli amici e parenti (terzo giovane), e persino a stessi, per incamminarsi decisamente verso Gerusalemme, per offrirsi in sacrificio a Dio.

Le risposte di Gesù al secondo e terzo giovane vanno interpretate nel senso spiegato, senza ricorrere a spiegazioni forzate: ad esempio dicendo che il padre del primo non era morto, ma il giovane voleva attenderne la morte prima di seguire Gesù, oppure (nel caso del terzo giovane) dicendo che il salutare i parenti comportava – secondo il costume del tempo – dispendio di molto tempo. 

MORALE: il mondo brucia, non perché Dio manda il fuoco dal cielo, ma perché l’inferno domina sulla terra, essendo satana “il Principe di questo mondo”, come disse Gesù. E quando una casa brucia, un pompiere non può andare prima a salutare i suoi!… Chi si mette alla sequela di Gesù non deve pensare ad altro che alla salvezza del mondo, badando bene a non tornare indietro, perché verrebbe meno allo scopo per il quale è stato chiamato. Oggi, purtroppo, ci sono molti chiamati e pochi eletti, perché molti abbandonano la vita clericale, e molti Religiosi scelgono di farsi Preti, dimentichi dei voti già fatti. Domanda: si sentono a posto con la coscienza?

ANAGOGIA: non a tutti è dato di comprendere il sacrificio per il Regno, ma solo coloro ai quali è stato dato, e perciò si “slanciano” verso il cielo, come Paolo (Fil. 3,13s).

P. Fiorenzo Mastroianni, OFM Cappuccino

 

 

P. Fiorenzo Mastroianni, OFM Cappuccino.

 

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