I SENSI DELLA SCRITTURA

 

 

Littera gesta docet: la lettera insegna i fatti.

Quid credas allegoria: l’allegoria insegna cosa cre- dere.

Moralis quid  agas: la  morale  insegna  cosa  fare.

Quo tendas anagogia:  l’anagogia  indica  la  meta.            (Agostino di Dacia, OP, +1282)

 

4 GIUGNO – DOMENICA DI PENTECOSTE

 

LETTERA (Giovanni 20, 19-23): “La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi”. Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse: “Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati, a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati”.

ALLEGORIA: il brano evangelico della liturgia di oggi non si riferisce a ciò che avvenne a pentecoste, cioè 50 giorni dopo pasqua, ma a ciò che avvenne la sera di pasqua. Possiamo scorgere in ciò un’allegoria: la Chiesa intende insegnare che senza pasqua non c’è pentecoste, senza la morte e la risurrezione di Cristo non c’è discesa dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo alitato sugli apostoli la sera di pasqua è lo stesso che, in pienezza e con forza travolgente, invase il cenacolo 50 giorni dopo. Una seconda allegoria è contenuta nell’abbinamento di mani e fianco forati con il perdono dei peccati al genere umano. Gesù intese dire: “queste mani piagate e questo cuore ferito hanno meritato la remissione dei peccati”. Terza allegoria o insegnamento è il legame instaurato da Gesù tra il dono dello Spirito alitato sugli apostoli e il potere conferito di rimettere o di ritenere i peccati. Quando i semi-credenti o i non credenti dicono che i Sacerdoti sono uomini come gli altri e non possono rimettere i peccati, dimenticano questo dono pasquale e pentecostale di Cristo, che trasforma uomini pavidi perché uomini, in uomini pieni di grazia perché pieni di Spirito Santo che è Dio. Quarta allegoria è il rapporto tra il dono dello Spirito “la sera” di Pasqua e “la mattina” di pentecoste, e possiamo ricordare l’emissione dello Spirito nel primo pomeriggio del venerdì santo: è lo Spirito che riempie tutti i tempi dell’uomo e della storia. Gesù aveva detto: “Se non torno al Padre [cioè se non muoio e non risuscito] non viene a voi lo Spirito”.

MORALE: la morale risponde alla domanda “cosa dobbiamo fare?”. E’ la domanda che tremila ebrei rivolsero a Pietro il giorno di pentecoste (At 2,37), e Pietro rispose: “Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani […]. Salvatevi da questa generazione perversa” (At 38-40). Lo Spirito Santo donato agli apostoli viene dato anche a tutti coloro che si convertono, che credono in Cristo e prendono le dovute distanze dalla “generazione perversa” che li circonda. Lo Spirito Santo, che rese fecondo il cosmo e rese feconda Maria, rende feconda la Chiesa e ogni anima che voglia rendere frutti buoni al Dio Creatore e salvatore. I suoi doni sono indispensabili per educarsi ed educare “alla vita buona del vangelo”, per la crescita umana e spirituale di ogni uomo che viene al mondo e si prepara a entrare nel regno dei santi.

ANAGOGIA: solo lo Spirito può elevarci al di sopra di “questa generazione perversa”.

 

P. Fiorenzo Mastroianni, OFM Cappuccino

 

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