Testimonianza da Medjugorje della pellegrina Rita Sabatino

banner-testimonianze-cielinuovi

Quando Nietta, l’ultimo giorno mentre si percorreva la via del ritorno, ci chiese chi volesse esporre la propria testimonianza molti di noi eravamo un po’ restii. Un po’ la timidezza e un po’, ne sono sicura, la voglia di tenere tutto per sè il buono che la Madonna ci aveva donato, aveva avuto la meglio su quella piccola e dolcissima donna che con amore ci aveva guidati fin lì. Quasi come se parlandone l’avessimo perso.
Ci vuole un po’ di tempo, non tutti siamo uguali e finalmente, con la consapevolezza che se raccontiamo ciò che ci è accaduto in quel posto Santo non perdiamo nulla ma facciamo in modo che di Dio se ne parli e si conosca il suo volere ed il suo amore, ci apriamo e parliamo così a raffica del Suo operato che quasi non ci riconosciamo.

Oggi mi ritrovo a scriverne perché so che vale veramente la pena.

Appena messo piede sulla terra Santa che è Medjugorje ho provato un’emozione che è salita fin su agli occhi, poi mi sono resa conto ben presto che quell’emozione mi avrebbe accompagnato per tutto il pellegrinaggio.
La prima tappa è stata la Comunità Cenacolo. Fin li mi sentivo completamente spaesata. Non era la lontananza da casa e non era neanche indifferenza e intanto queste lacrime che mi si trattenevano negli occhi facevano fatica a scender giù.
Al Cenacolo ho fatto conoscenza con una delle tante manifestazioni della presenza dell’Amore in terra. Suor Elvira è stata inviata da Dio per compiere il Suo volere e mi sono accorta che ci è riuscita a pieni voti. Ha messo in essere una “catena” di Comunità per tossicodipendenti e ha fatto si che diventassero Anime.
Mi sono ritrovata ad ascoltare la testimonianza di Marco tra risa, e finalmente ho pianto. Dopodichè posso dire di essermi sentita veramente a casa e di aver compreso il motivo della mia partenza.
Ho trascorso insieme ai miei compagni di viaggio, che ho ritenuto da subito essere una grande e bella famiglia che mi ha dato veramente tanto, tantissimi momenti di preghiera intensa e più volte bastava uno sguardo per comunicare la gioia, la pace e la serenità che dentro di noi avevamo trovato.
Però posso dire che il momento che porto qui nel mio cuore più di tutti gli altri è stata l’Ora di Adorazione. La seconda Ora di Adorazione a cui io abbia mai partecipato ma la Prima per eccellenza.
Ero completamente assorta dalla preghiera. Mi sentivo come se ci fossi solo io lì, io e Gesù.
Mi abbandonai e poggiai il capo sulla panchina che mi stava davanti e ad occhi chiusi cominciai la mia comunione con Gesù fino a quando poco dopo non mi sentii toccare il braccio destro. Spaventata aprii gli occhi e vidi una mano sul mio braccio. La mano era delicatissima, piccola, leggera e sottile, di un leggero colore bruno. Saltai dallo spavento. Mi voltai alla mia destra pensando che il signore che mi sedeva di fianco mi avesse sfiorato ma lo trovai in piedi all’esterno della panchina raccolto in preghiera. Mi voltai dalla mia amica Filomena che sedeva sulla panca dietro di me e le chiesi se per caso lo stesso signore, incidentalmente, mi avesse sfiorata ma rispose di no.
Ripresi la mia preghiera ma qualcosa dentro di me si chiedeva se mi fossi addormentata, e quindi fosse stato solamente un sogno, o se quella mano era della Persona che in quel momento con tanta devozione e amore stavo adorando.
Poi , ricordando quella mano così straordinariamente delicata, pensai che forse non avrebbe potuto appartenere ad un uomo. Mi chiesi se la Mamma Celeste, che tanto mi aveva spinto ad affrontare quel pellegrinaggio, non avesse voluto Lei stessa darmi un segno della sua presenza. Mi accorsi però che questi pensieri mi avevano distratta dalla preghiera, quindi li abbandonai totalmente rimettendomi nuovamente in contatto col Signore.
L’ora trascorse e giungemmo al momento della benedizione quando ad un certo punto una signora che era seduta sulla panchina davanti si voltò verso di me e, sorridendomi con un gioia bellissima e colma di serenità, mi mise tra le mani un’immagine di Gesù, che in un secondo momento ho scoperto essere l’immagine di “Gesù, confido in te”. Per me era una conferma, la conferma del Suo tocco, della Sua presenza.
Non riesco a descrivere l’emozione e la felicità che ho provato in quegli attimi ma ricordo benissimo che quella donna ricevette un abbraccio lungo un’eternità.

Quella sera la porterò nel mio cuore fino alla fine dei miei giorni terreni perché in quel giorno, dopo venticinque anni di vita, ho finalmente conosciuto Gesù e sono stata toccata da Lui.
Vorrei specificare il mio dire “sono stata toccata”. Non so realmente cosa possa essere accaduto, premetto che sono una persona che crede ma cerco anche di fare attenzione e capire quali siano dei Segni e quali no.
In quel momento posso realmente essermi appisolata, oppure no.
Non mi va di farmi ancora domande e mi da fastidio se le persone a cui racconto ciò che mi è accaduto mi chiedono conferme e vogliono sapere ancora, ancora e ancora anche quello che non so.
Quello che il Signore mi ha insegnato è che bisogna CREDERE a priori, bisogna fidarsi di Lui e Lui saprà come ricompensarci. Quello che Dio mi ha spiegato ogni giorno è che non importa chiedersi se in quel determinato istante sia stato lui a toccarci il braccio, ad accarezzarci la schiena, a sussurrarci nell’orecchio di perdonare, di amare, di soprassedere. Mi ha spiegato che se imparassimo a farci meno domande e cominciassimo realmente a mettere in pratica ciò che ci chiede, sarebbe stupendo. Mi ha detto, con amore paterno, che in questo modo Lo conosceremo.
Medjugorje è per me il secondo step della mia conversione.
Ogni step ha un suo perché e una sua esperienza da vivere. Quello che so di per certo è che mi sono serviti enormemente entrambi e che continuerò questo cammino perché ho conosciuto la pace dello spirito ed ho imparato a pregare, ma più di tutto ho fatto conoscenza col Figlio della Mamma più dolce e più buona al Mondo, quella che già amavo e adoravo da piccola.

Quattro giorni a Medjugorje sono stati intensi e pochi ma neanche una vita sarà mai abbastanza per esserne sazi. E’ una stanza del Paradiso e ci ritornerò presto perché stare in Paradiso mi manca come non mai.

Rita Sabatino

Testimonianza inviata sulla pagina di Facebook di Cieli Nuovi
Il Post Originale per gli iscritti a Facebook- la testimonianza  del 6 settembre 2012

 

About Author: Cieli Nuovi

Le date dei pellegrinaggi

prenota il video

Modulo prenotazione

scarica il modulo di prenotazione

Web Cam Medjugorje TV

prenota il video

Archivio News

Regala Medjugorje con Cieli Nuovi
Cieli Nuovi