Vangelo del 26 aprile 2013

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Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia». Gesù allora, mentre insegnava nel tempio, esclamò: «Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono.

«Eppure non sono venuto da me stesso»

ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato». Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui, perché non era ancora giunta la sua ora. Molti della folla invece credettero in lui, e dicevano: «Il Cristo, quando verrà, compirà forse segni più grandi di quelli che ha fatto costui?».

(Giovanni 7,28)

Tutta la vita di Gesù è legata al Padre, lo è anche la sua stessa presenza sulla terra, è un inviato. Tutta la sua vita dice il Padre, ogni parola, gesto, decisione.
Gesù è libero da se stesso perché ama sempre, esce da sé per essere nel Padre, nella Sua volontà e per donarsi agli uomini. È sempre dono. Non si chiude mai in se stesso.
Vivere uscendo da sé, donandoci a chi ci sta vicino: è il modo sicuro per essere veri uomini e vere donne e sperimentare e donare attorno gioia e pace.

Buona giornata !
don Carlo

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