Vangelo – Domenica 21 ottobre 2012

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Domenica 21 ottobre 2012
DEDICAZIONE DEL DUOMO DI MILANO
CHIESA MADRE DI TUTTI I FEDELI AMBROSIANI

Ricorreva a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e

«Nessuno le strapperà dalla mia mano»

Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

(Giovanni 10,28)

Anche in mezzo alle più aspre difficoltà non dobbiamo mai scordare che questa promessa di Gesù è la nostra più rassicurante garanzia: siamo al sicuro. Non siamo garantiti e risparmiati dalle fatiche del vivere, siamo custoditi e protetti dalla mano di Gesù e del Padre. In mezzo alle peripezie e alle incognite della vita questa mano ci accompagna, ci sorregge e ci incoraggia.
Siamo figli. Un padre ha una cura gelosa del figlio che ama, pensa tanto spesso a lui, vive per lui, il figlio è di fatto il vero protagonista della vita di famiglia. Così (e infinitamente di più) è di ciascuno discepolo del Signore per quella famiglia che è la Trinità.

Buona giornata!
don Carlo

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