Vangelo – Giovedì 18 ottobre 2012

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Giovedì 18 ottobre 2012
S. Luca, evangelista

Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo. Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me:

«Giovanni battezzò con acqua,
voi invece, tra non molti giorni,
sarete battezzati in Spirito Santo»

Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra».

(Atti 1,5)

Anche nel Battesimo che abbiamo ricevuto è presente l’acqua segno di purificazione, ma il vero protagonista è lo Spirito Santo.
E’ Dio stesso che ci spalanca la porta per entrare a far parte della Sua vita.
Da quel momento siamo suoi e non ci apparteniamo più, Egli ci ama e ci vuole simili a sé.
Certo il progetto della salvezza non è per i soli battezzati, ma i cristiani dovrebbero essere quel lievito che fa fermentare la massa.
Chi ci guarda dovrebbe vedere in noi qualcosa che attrae, che ci differenzia e ci da gioia.

Buona giornata!
don Carlo

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