Vangelo – Giovedì 23 agosto 2012

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Giovedì 23 agosto 2012
S. Rosa da Lima, vergine

Il Signore Gesù diceva ancora alle folle: «Perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo». In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma

«Se non vi convertite,
perirete tutti allo stesso modo»

O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

(Luca 13,3)

Gesù parla di persone morte all’improvviso, commentando probabilmente episodi che in quei giorni dovevano essere sulla bocca di tutti. E rompe con l’idea del tempo secondo cui c’era una giustizia retributiva, ciascuno otteneva da Dio quel che meritava. Coglie invece l’occasione per insegnare che ciò di cui si parla è una condizione comune a tutti, nessuno può prevedere quanto vivrà.
Se non ci si converte a Dio, la morte è sempre e solo vista come una nemica, che ci ruba tutto e lascia sgomenti.
Se invece entriamo nella logica di Gesù, la morte non cambia molto le cose: si rimane sempre in comunione con Lui e la vita continua di là.

Buona giornata!
don Carlo

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