Vangelo Giovedi 4 luglio 2013

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Un giorno il Signore Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare. I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elia; altri uno degli antichi profeti che è risorto». Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio». Egli ordinò loro severamente di non riferirlo ad alcuno.

«Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto»

essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
(Luca 9,22)

Mettere insieme la grandezza, la divinità di Gesù con la sua sofferenza era davvero un’operazione difficile da compiere per i discepoli che l’ascoltavano per la prima volta.
Ce ne accorgiamo anche noi, che pure lo sappiamo e lo meditiamo costantemente durante la Messa e quando guardiamo una croce. Un Dio che soffre a tutta prima appare alla nostra mente come dio minore, un dio da poco.
Solo se vediamo l’amore smisurato che lo porta ad accettare una morte così si apre davanti ai nostri occhi uno spettacolo tutto nuovo, pieno della Luce di Dio.

Buona giornata !
don Carlo

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