Vangelo – Martedì 10 luglio 2012

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Martedì 10 luglio 2012

Al suo ritorno, il Signore Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui. Ed ecco, venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: si gettò ai piedi di Gesù e lo pregava di recarsi a casa sua, perché l’unica figlia che aveva, di circa dodici anni, stava per morire. Stava ancora parlando, quando arrivò uno dalla casa del capo della sinagoga e disse: «Tua figlia è morta, non disturbare più il maestro». Ma Gesù, avendo udito, rispose:

«Non temere, soltanto abbi fede e sarà salvata»

Giunto alla casa, non permise a nessuno di entrare con lui, fuorché a Pietro, Giovanni e Giacomo e al padre e alla madre della fanciulla. Tutti piangevano e facevano il lamento su di lei. Gesù disse: «Non piangete. Non è morta, ma dorme». Essi lo deridevano, sapendo bene che era morta; ma egli le prese la mano e disse ad alta voce: «Fanciulla, àlzati!». La vita ritornò in lei e si alzò all’istante. Egli ordinò di darle da mangiare. I genitori ne furono sbalorditi, ma egli ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che era accaduto.

(Luca 8,50)

Sono parole pronunciate da Gesù in circostanze ormai umanamente irreversibili, quando ogni speranza sembra definitivamente compromessa. Ma anche quando tutto ci sembra senza soluzione occorre non dimenticare l’onnipotenza amorosa di Dio, che chiede solo la nostra fede. Solo perchè questi genitori si sono fidati di Gesù hanno potuto vedere il miracolo.
Tutto questo bandisce dal nostro cuore ogni disperazione.
Gesù è il maestro dell’impossibile.

Buona giornata!
don Carlo

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