Vangelo – Martedi 6 Novembre 2012

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Martedì 6 novembre 2012

Il Signore Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato;

«Chi vede me, vede colui che mi ha mandato»

 

Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

(Giovanni 12,45)

 

Vedere Dio in un uomo era per gli orecchi degli israeliti del tempo una pretesa inaudita. Ma ancora oggi questa affermazione risulta enorme, per chi si accosta alla fede cristiana per la prima volta. Gesù nella sua predicazione andrà ancora più in là, quando annuncerà che ogni cosa fatta al fratello più piccolo è fatta a Lui (cfr. Matteo 25,40). Quindi Dio è nel fratello, in quello che mi sfiora durante il giorno.
Lì posso amare Dio.
Sbalorditivo e bellissimo.

Buona giornata !
don Carlo

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