Vangelo – Mercoledì 12 dicembre 2012

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Mercoledì 12 dicembre 2012
Beata Maria Vergine di Guadalupe

Mentre il Signore Gesù entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea». Gesù entrò nel tempio e scacciò tutti quelli che nel tempio vendevano e compravano; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera. / Voi invece ne fate un covo di ladri”». Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie che aveva fatto e

«I fanciulli che acclamavano nel tempio:
“Osanna al figlio di Davide!”»

si sdegnarono, e gli dissero: «Non senti quello che dicono costoro?». Gesù rispose loro: «Sì! Non avete mai letto: / “Dalla bocca di bambini e di lattanti / hai tratto per te una lode”?». Li lasciò, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte.
(Matteo 21,15)

Che seguono e ascoltano Gesù ci sono i ciechi, gli storpi e i bambini, tutte persone che non contano nulla in Israele.
E nel Vangelo è tutto un susseguirsi di figure a cui si rivolge il Signore, non considerate da nessuno.
L’annuncio degli angeli dato ai pastori, persone poco raccomandabili, le donne testimoni della resurrezione, un ladro il primo a cui dice: «Oggi sarai con me nel paradiso».
Sembra che in qualche modo voglia provocarci per non farci fermare in un vago perbenismo, ma voglia scuoterci a cercare chi ha bisogno e chi ci sembra tanto lontano dal nostro modo di pensare.

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