Vangelo – Sabato 8 settembre 2012

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Sabato 8 settembre 2012

Così dice la Sapienza:
Essa è l’unica per sua madre,
la preferita di colei che l’ha generata.
La vedono le giovani e la dicono beata.
Le regine e le concubine la coprono di lodi:

«Chi è costei che sorge come l’aurora,
bella come la luna, fulgida come il sole»

terribile come un vessillo di guerra?».
Io sono la madre del bell’amore e del timore,
della conoscenza e della santa speranza;
in me ogni dono di vita e verità,
in me ogni speranza di vita e virtù.
Avvicinatevi a me, voi che mi desiderate,
e saziatevi dei miei frutti,
perché il ricordo di me è più dolce del miele,
il possedermi vale più del favo di miele,
e il mio ricordo perdura nei secoli.

(Cantico dei Cantici 6,10)

 

E’ l’immagine radiosa dell’amata agli occhi dello sposo del Cantico dei Cantici.
Oggi la liturgia la ripropone guardando a Maria, creatura amata più di ogni altra da Dio.
E’ questa immagine di luce che ci affascina, quella di una ragazza semplice di Israele che riesce ad accogliere in sé il Suo Dio per donarlo a tutti gli uomini.
Questo è ciò che viene chiesto anche a noi, accogliere nella vita di ogni giorno Gesù e portarLo a tutti coloro che incontriamo senza preoccuparci di chi siano, se credano o no, se ne siano degni o meno.
Non spetta a noi decidere, siamo solo degli strumenti del Suo Amore.

Buona giornata!
don Carlo

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