Vangelo – Venerdì 22 febbraio 2013

vangelo2013

Venerdì 22 febbraio 2013
Feria aliturgica

Nel Rito Ambrosiano la celebrazione della S. Messa è sospesa nei venerdì di Quaresima. Propongo perciò in questi giorni la lectio continua della Passione di Gesù Cristo secondo Giovanni (capitoli 18-19).

Detto questo, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Cèdron, dove c’era un giardino nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel posto, perché Gesù vi si ritirava spesso con i suoi discepoli. Giuda dunque, preso un distaccamento di soldati e delle guardie fornite dai sommi sacerdoti e dai farisei, si recò là con lanterne, torce e armi. Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli doveva accadere, si fece innanzi e disse loro: “Chi cercate?”. Gli risposero: “Gesù, il Nazareno”. Disse loro Gesù: “Sono io!”. Vi era là con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse “Sono io”, indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: “Chi cercate?”. Risposero: “Gesù, il Nazareno”. Gesù replicò: “Vi ho detto che sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano”. Perché s’adempisse la parola che egli aveva detto:

«Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato»

Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori e colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: “Rimetti la tua spada nel fodero; non devo forse bere il calice che il Padre mi ha dato?”. Allora il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei afferrarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno. Caifa poi era quello che aveva consigliato ai Giudei: “È meglio che un uomo solo muoia per il popolo”.

(Giovanni 18,9)

Gesù nella passione mostra in modo definitivo il volto di Dio. È quello di chi è pronto a dare la vita per i suoi.
Dio infatti non elimina mai nessuno, al contrario, accetta di essere eliminato Lui purché tutti gli altri si salvino. Si preoccupa di mettere al riparo i suoi, perché tutto il male ricada interamente su di Lui. Umanamente parlando è una logica perdente, perché personalmente perdi tutto.
Ma l’Amore non bada a spese: dona tutto, fino alla follia, per la persona amata.

Buona giornata!
don Carlo

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